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Posts Tagged ‘norwegian wood’

In questi giorni, alla Mostra del Cinema di Venezia, sarà presentato Norwegian wood, film tratto dall’omonimo bestseller di Haruki Murakami, con la regia di Tran Anh Hung. Il protagonista – lo schivo studente Toru Watanabe – è interpretato da  Ken´ichi Matsuyama, mentre Rinko Kikuchi veste i panni della bella Naoko.
La pellicola uscirà in Giappone l’11 dicembre del 2010 e  riscuoterà certamente un grande successo tra i numerosi ammiratori dello scrittore.
Questo il sito ufficiale del film: http://www.norway-mori.com/
Qui sotto il trailer:

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… in particolare tratto dall’opera di Murakami Haruki? La domanda è stata posta a <<The Millions>>, uno dei maggiori blog del mondo dedicati ai libri. Il giornalista, Ben Dooley, raccomanda Kokoro di Natsume Soseki, un grande classico della letteratura nipponica, e Norwegian Wood (in Italia, tradotto come Tokyo Blues) di Haruki Murakami, malgrado non ritenga questo autore il più adatto per saperne di più sul Sol Levante. Dooley completa prematuramente il quadro con un’introduzione storica al Giappone, Inventing Japan (1853-1964) di Ian Buruma, e Dogs and Demons di Alex Kerr.
In tutta sincerità, io avrei dato maggiore spazio agli autori nipponici, proponendo, ad esempio, il Libro d’ombra di Tanizaki Yunichiro e, per confrontarsi con un particolare taglio occidentale, il romanzo Stupore e tremori di Amélie Nothomb. E voi, cosa suggerireste a qualcuno in partenza per il Giappone?

* * * * * *
Qui l’articolo di Dooley:

Former Millions contributor Emre writes in with this question:

“I’m flying to Japan on Saturday and, shamefully, have never read Haruki Murakami. I’ll be visiting Tokyo and other destinations for two weeks, what do you recommend I read that’ll be both a good intro to Murakami and teach me something about japan, too?”

coverIf you have your heart set on Murakami, I recommend you start with Norwegian Wood, the bittersweet love story that propelled him to superstardom. It lacks the fantastic elements of much of Murakami’s more popular work, but it contains perhaps the best depiction of modern Japanese life that Murakami has ever written.

To be honest, though, Murakami isn’t a great place to learn about Japan. As much as I like him, he doesn’t have much of interest to say about Japan as a country. His obsession with the West, rather than honing his eye for dissecting his own culture, has led him to cut it out of his stories almost entirely. As a result, Japan never plays a major role in his books. His characters tend to be culturally ambiguous and many of his novels could have just as easily taken place in, I don’t know, Sweden.

coverIf you really want to learn more about what it means to be Japanese, you might consider picking up a copy of Kokoro, by Natsume Soseki. Kokoro is a, perhaps the, great modern Japanese novel (at least most Japanese would tell you that) in much the same way that The Great Gatsby Is a great American novel. Kokoro trades Gatsby’s wit and panache for a solemn melancholy that I, frankly, find off-putting, but it’s unquestionably one of the most “important” Japanese novels, and a great introduction to the soul of modern Japan.

covercoverOn the non-fiction front, I highly recommend Ian Buruma’s Inventing Japan, which provides an excellent, entertaining encapsulation of Japan’s modern history. At a mere 174 pages, you can read it on the plane ride over, and still have time for two terrible movies. For a bleaker take on modern history, you might consider Alex Kerr’s Dogs and Demons, a dystopic look at Japanese bureaucracy and the country’s appalling environmental legacy. It can be a bit of a downer, but it provides an insightful behind-the-scenes look at what makes the country run.

Have a safe trip!

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kafkarussian

Versione russa di "Kafka on the shore"

Cercando informazioni per un precedente articolo su Murakami Haruki, sono finita nel suo sito ufficiale.
Grafica accattivante, musica di sottofondo leggermente ansiogena (almeno per me), e tante, tante rubriche: a dire il vero, forse, troppe. Sfogliandole, difatti, ho avuto l’impressione che la stima e l’apprezzamento per lo scrittore sembrassero sfociare in una sorta di culto della persona, di feticismo attento persino ai suoi gesti minimi, coltivato con zelo -si presume- da consulenti per il marketing e l’immagine. Il fine dell’operazione ve lo lascio immaginare.
Mi è parso di riscontrare indizi di fanatismo in particolare in una sottosezione della categoria About the author (trovate il link nella sua biografia; non posso inserirlo per motivi tecnici, scusatemi), dedicata a cosa Murakami ha preferito bere (il drink Siberian Express: vodka Smirnoff, acqua e limone), mangiare (anguille) e ascoltare (Radiohead e Beethoven) durante la redazione di Kafka on the shore. Vengono inoltre citati una statuetta felina e due fermacarte (un sasso dipinto e una pietra con un insetto scolpito) presenti sulla scrivania dello scrittore (il gatto ed il ciottolo compaiono anche nel libro); infine, è specificato persino il modello del computer utilizzato (un Apple iBook soprannominato Ryoka).
Al momento, come abbiamo vistoMr. Norwegian wood è ritenuto lo scrittore più “cool” del pianeta: ma ciò giustifica l’attenzione tendente al morboso nei suoi confronti? E, soprattutto, lo scrittore cosa penserà di tutto questo?

Foto tratta da qui.

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