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Posts Tagged ‘letteratura contemporanea’

trainmanUna sera qualunque del marzo 2004, un giovane otaku timido ed impacciato lancia una richiesta d’aiuto in un forum giapponese: ritrovare (e magari anche conquistare) una sconosciuta ragazza che ha salvato in metropolitana dalle molestie di un ubriaco. Dopo le iniziali perplessità,  la community virtuale si stringe attorno allo strano personaggio, elargendo consigli ed incoraggiamenti di ogni genere: giorno dopo giorno e, soprattutto, post dopo post (il libro è infatti una sorta di lunghissima discussione online, con tanto di emoticon a profusione), l’utente 731 si trasforma gradualmente in Train man (Densha otoku, ossia Il ragazzo del treno), innamorato pronto a tutto per dare il meglio di sé pur di far breccia nel cuore della sua amata Hermes.
Il romanzo-web (come qualcuno l’ha chiamato), tratto da una storia vera,uscì in Giappone nell’ottobre 2004 sotto il nome di Nakano Hitori (ossia “uno di noi”, dal nick di chi per primo raccolse i post della storia di Train man) e divenne presto un bestseller; da esso sono stati ricavati diversi manga un dorama (ossia una serie televisiva; il termine deriva dall’inglese drama) e un film
In Italia il libro è pubblicato presso i tipi della Isbn edizioni e costa 14,50 €.

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17sillabeOggi la mia attenzione è puntata sull’Avagliano editore, un’altra casa editrice presente alla fiera della piccola e media editoria di Roma Più libri più liberi, ma soprattutto su un suo libro, pubblicato all’inizio dell’anno, e purtroppo ancora poco conosciuto: Diciassette sillabe di Yamamoto Hisaye (p. 268, 15 €).

Ad un haiku, il componimento poetico della tradizione giapponese, bastano diciassette sillabe per descrivere un universo. Per i racconti della Yamamoto è lo stesso: poche pagine di mirabile concisione, un’economia espressiva che gioca col riserbo e il non detto per narrare le storie straordinarie di personaggi comunissimi. Vicende apparentemente tranquille, in cui i protagonisti tengono sotto controllo le emozioni, fino al punto in cui un piccolo dettaglio causa la rottura, e le passioni deflagrano lasciando ferite indelebili. E spesso a narrare le vicende sono i bambini, osservatori impotenti di un mondo di adulti che all’improvviso li sconvolge. I racconti della nippo-americana Yamamoto risuonano del complesso conflitto di culture che ha investito i giapponesi immigrati negli Stati Uniti: come nel racconto che dà il titolo alla raccolta, nel quale il matrimonio dei coniugi Hayashi fallisce perché la moglie, una donna colta che ha sposato per procura un contadino giapponese solo per trasferirsi in America, una volta giunta nel nuovo paese non riesce più a sottostare alle rigide regole patriarcali della famiglia giapponese. La Yamamoto racconta anche il razzismo strisciante dell’America a partire dagli anni Quaranta, quando dopo Pearl Harbour i giapponesi immigrati erano visti come nemici e confinati in campi di internamento. Storie sospese tra Oriente e Occidente, che parlano di discriminazione, della perdita d’identità e dei difficili percorsi di integrazione in un paese che fatica ad accettarti. Per la prima volta tradotti in italiano, i racconti della Yamamoto rivelano una grande autrice di short stories, accostata dalla critica statunitense a Henry James, Kate Mansfield e Grace Paley. (tratto dal sito dell’editore)

Per ora -mea culpa- ho trovato il tempo di leggere solo i primi brani della raccolta, ma confermo appieno il giudizio qui sopra.  In attesa di trasformarmi nella signora Hayashi per via della mia (insana) passione per gli haiku, vi saluto e vi auguro buone letture. 😉

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