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Posts Tagged ‘inedito’

miyazawaRiporto un interessante post apparso su culturagiapponese.it e approfitto per ringraziarli della loro disponibilità:

L’ultima bozza inedita di un poema scritto dal famoso Kenji Miyazawa, poeta ed autore di storie per bambini vissuto dal 1896 al 1933, è stata inclusa nell’ultima raccolta di tutte le sue opere, pubblicata da Chikumashobo Ltd. Il poema susciterà un grande interesse, in quanto è stato scritto circa 80 anni fa e descrive il paesaggio della valle Geibikei, nel sud della prefettura di Iwate. Il poema è stato scritto dietro una cartina geografica locale, trovata su uno scaffale di un negozietto di Hanamaki (Iwate), circa un anno fa, prima che questo fosse demolito. Il negozio in questione aveva anche subito in parte un incendio durante la Seconda Guerra Mondiale, per un attacco aereo, ma per fortuna la mappa ne era rimasta illesa. Se il negozio non fosse stato demolito, la mappa sarebbe sicuramente andata persa, poiché il mese dopo la demolizione c’è stato un violento terremoto che avrebbe comunque fatto crollare il vecchio edificio. Alle storie di Kenji Miyazawa sono stati ispirati numerosi Anime, tra cui “Heisei Tanuki Kassen Ponpoko” (Studio Ghibli), tratto dal suo racconto “Futago no Hoshi”.

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abitodaseraAppena pronunciamo il nome Mishima, balenano subito nella nostra mente termini quali tradizione, seppuku/harakiri, katana e così via; termini legati ad alti concetti, quali il valore, l’orgoglio, il nazionalismo. Forse per questa ragione, è passata quasi sotto silenzio la pubblicazione, risalente a qualche mese fa, di Abito da sera (Mondadori, p. 214, 98,0 €), feroce satira della società del secondo dopoguerra rimasta sinora inedita in Italia.
Eccone la recensione apparsa sulla Repubblica a settembre, a cura di Franco Marcoaldi:

Per noi lettori occidentali, che abbiamo poca familiarità con la letteratura giapponese, la figura di Yukio Mishima corrisponde unicamente all'”ultimo dei samurai”, come ricorda Virginia Sica, attenta curatrice di Abito da sera (finalmente edito in italiano negli Oscar Mondadori). Ma proprio questo romanzo apparentemente secondario, uscito in sedici puntate tra il settembre 1966 e l’agosto 1977 sulla rivista femminile Mademoiselle, dimostra come il cliché di Mishima sempre e comunque serio, sempre e comunque tragico, sia riduttivo e fuorviante. In Abito da seralo scrittore giapponese ci conduce nella buona società nipponica degli anni Sessanta: tra gare di equitazione e ricche cene dove si succedono ambasciatori di mezzo mondo, figure dell’aristocrazia, membri della famiglia imperiale e grandi imprenditori. Il racconto scorre leggero e godibilissimo, ma lo sguardo di Mishima non è affatto benevolo verso quel mondo, superficiale e vacuo. L‘intreccio ruota attorno alla storia d’amore tra la bella Ayako e l’elegantissimo Toshio: è un amore sincero e appassionato, ma pesantemente condizionato dai doveri sociali imposti dalla madre di lui, l’enigmatica Donna Takigawa. I due giovani fanno di tutto per recuperare la loro libertà, ma si trovano impigliati in un contesto mondano sempre più soffocante, contro il quale Mishima lancia ripetuti strali di ironia e sarcasmo. Tra equivoci e gelosie, cocktail e minacce di suicidio, favori economici e lunghe cavalcate, la commedia si conclude con un tono agrodolce. Donna Takigawa, che pareva tenere saldamente i fili della sua perfida strategia mondana, si rivela essere una creatura fragile, incapace di accettare la propria solitudine: “Una gabbietta senza l’uccellino è ben triste, no? Ma che senso avrebbe attribuire colpe alla gabbietta? Anche a buttarla tra i rifiuti, non cambierebbe il fatto che l’uccellino non c’è”.

[Il testo è di proprietà dell’autore]

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