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Archive for the ‘film’ Category

Tra Tarantino e Kitano, secondo voi, chi vince? La domanda se l’è posta anche Angela Cinicolo, autrice di Tarantino vs Kitano (Sovera ed., pp. 158, € 15), recentemente pubblicato; in esso, vengono analizzate e ripercorse le scelte stilistiche e tematiche che contraddistinguono i due geniali registi.
Il volume sarà presentato a Roma, domenica 24 ottobre, alle ore 19, presso AltroQuando (Via del Governo Vecchio, 80, 82, 83), libreria nota certamente a tutti i cinefili, a due passi da Piazza Navona.

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Complice l’idea di un amico, penso di aver inaugurato una moda: le cene con travestimenti ispirati alla letteratura giapponese. Per l’occasione, mi sono ispirata (con ampie rivisitazioni) all’inquieta disegnatrice di kimono Ryoko, una delle protagoniste de La virtù femminile di Harumi Setouchi, che ho molto apprezzato.
Passando alle cose serie, segnalo diversi eventi nell’ambito dell’Ottobre giapponese 2010 di Ravenna e dintorni. Si comincia sabato 8 ottobre, a Faenza, presso il Voltone della Molinella, dalle ore 17.00 alle ore 18.00, con l’incontro Cosa leggono in bambini giapponesi? Lettura per bambini dai 4 ai 7 anni a cura Nicoletta Fiumi.
In concomitanza con l’anteprima del  film Shokudo Katatsumuri, il 14 ottobre, alle ore 17.45 presso la sala D’Attorre a Ravenna, sarà presentato il libro da cui è tratto, vale a dire Il ristorante dell’amore ritrovato di Itoo Ogawa; saranno presenti l’autrice e il traduttore del romanzo.
Venerdì 15 ottobre, alle ore 17.00 presso la libreria Mellops di Faenza, sarà la volta dell’incontro Mostri e spiriti giapponesi: dalle fiabe ai cartoni animati.
Infine, nel corso della rassegna di cinema sperimentale e sulle avanguardie in Giappone, dal 22 al 24 ottobre a Faenza presso il Cinema Sarti, sarà presentato anche l’ultimo libro di Roberta Novielli, Metamorfosi. Schegge di violenza nel nuovo cinema giapponese.

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Malgrado le ricerche, purtroppo non sono riuscita a scovare nuove informazioni riguardo l’uscita a breve dell’ultimo  romanzo di Natsuo Kirino, L’isola dei naufraghi (o L’isola di Tokyo), ma ho comunque una buona notizia per tutti i suoi fan (e in particolare per Barbara): ad agosto, infatti, in Giappone dovrebbe essere uscito il film tratto dal libro, chiamato “Tôkyô-jima” per la regia di Makoto Shinozaki.
Questo il trailer:

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In questi giorni, alla Mostra del Cinema di Venezia, sarà presentato Norwegian wood, film tratto dall’omonimo bestseller di Haruki Murakami, con la regia di Tran Anh Hung. Il protagonista – lo schivo studente Toru Watanabe – è interpretato da  Ken´ichi Matsuyama, mentre Rinko Kikuchi veste i panni della bella Naoko.
La pellicola uscirà in Giappone l’11 dicembre del 2010 e  riscuoterà certamente un grande successo tra i numerosi ammiratori dello scrittore.
Questo il sito ufficiale del film: http://www.norway-mori.com/
Qui sotto il trailer:

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Una domenica mattina umida e grigia come questa mi pare un buon pretesto per sognare da lontano Parigi.


Dopo il post sulla libreria Junku , oggi è la volta della Maison de la culture du Japon à Paris (ossia Casa della cultura del Giappone a Parigi), che purtroppo non ho mai visitato.
La Maison propone un gran numero di eventi ed iniziative: concerti di jazz e non solo (per esempio, della cantante nippo brasiliana Lisa Ono, che vi consiglio), atelier musicali, laboratori di cucina, conferenze (su teatro, politica, filosofia, cultura giapponese, etc.), proiezioni di documentari e film, e molto altro.
Il programma dei corsi offerti è variegato: alla Maison è possibile imparare, oltre che la lingua giapponese, la calligrafia, il go, l’ikebana, il chadô (letteralmente, “la via del tè”, ossia la cerimonia del tè), l’arte dei manga, e persino il kôdô (l’affascinante “via dell’incenso”) e come comporre haiku, insieme alla  poetessa Madoka Mayuzumi.
Non mancano neppure le attività per i bambini, come i corsi di origami e quelli di introduzione all‘umami, il quinto sapore.
I prezzi sono piuttosto onesti e ci sono sconti per bambini e studenti al di sotto dei ventisei anni.  
Per concludere, ecco alcuni dati utili.  La Maison è ubicata al 101 bis, quai Branly 75015, Parigi. Il centro è aperto dal martedì al sabato, dalle 12 alle 19; il giovedì sera sino alle 20. I giorni festivi, le domeniche e i lunedì è chiuso, così come dal 1 al 31 agosto. Per avere maggiori informazioni telefonate a 01 44 37 95 01 o visitate http://www.mcjp.fr/.
A questo punto, non posso che augurarmi che qualcuno di voi abbia già fatto il biglietto per Parigi. 😉
[Le foto sono tratte dal sito http://www.mcjp.fr/]

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Forse non tutti sanno che dal celebre romanzo Kitchen di Banana Yoshimoto sono stati tratti  due film.
Il primo – una produzione in cantonese di Hong Kong – va sotto il nome di Wo ai chu fang (Mi piace la cucina, 1997); è stato diretto da Ho Yim e ha vinto il Puchon International Fantastic Film Festival. Il secondo, realizzato in Giappone nel 1989 con la regia di Yoshimitsu Morita e prodotto per la tv, annovera nel cast Ayako Kawahara, Kenji Matsuda, Isao Hashizume, Akinori Nakajima, Akiko Urao, Saki Matsura, Naoki Goto, Mie Hama, Senkyo Irifunetel e Konobo Yoshizumi.
Dalle informazioni raccolte (non ho ancora visto nessuna delle due pellicole), Wo ai chu fang è ritenuto abbastanza piacevole e fedele al volume, mentre la versione nipponica sembra discostarsi dall’originale e ha ricevuto commenti non proprio entusiasti (potete leggerne alcuni qui).
E ora, ecco una recensione in inglese con alcune scene tratte da Wo ai chu fang:

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Qualcuno crede che i manga siano adatti solo ai bambini.
Qualcun altro pensa, invece, che oramai, a distanza di più di sessant’anni, sia possibile dimenticare Hiroshima.
Qualcun altro ancora ritiene, invece, che i manga e Hiroshima messi insieme possano far sì che la tragedia non sia dimenticata e riesca, attraverso il linguaggio diretto e artistico del fumetto, a coinvolgere un maggior numero di persone.
Con questi intenti è nata Barefoot Gen (はだしのゲン, Hadashi no Gen), una serie di manga firmati da Keiji Nakazawa che rivolgono la loro attenzione proprio ai drammatici giorni dello scoppio delle bombe atomiche e alla difficilissima esistenza dei sopravvissuti. Tra questi figura anche il piccolo Gen che tenta, insieme alla sua famiglia, di andare avanti, nonostante gli stenti: malnutrizione, scarsità di cibo, sofferenze fisiche e psicologiche rendono infatti la quotidianeità un inferno. I disegni, a noi abituati alla grafica di alto livello, potranno apparire semplicistici e ingenui, ma hanno il dono di rappresentare con pochi tratti lo stato disperato e commovente della situazione.
Qui
potete trovare una parte del volume Barefoot Gen: The day after; qui sotto, invece, un video tratto da uno dei tre film ispirati al manga.

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