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Archive for 17 settembre 2010

Vi comunico che, da oggi, su Facebook è disponibile la pagina fan di Biblioteca giapponese, raggiungibile a questo indirizzo. Qui pubblicherò link ai nuovi post e curiosità sul Giappone. Vi aspetto. 🙂

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In un paese come l’Italia, fa davvero piacere vedere riconosciuti i meriti di una grande studiosa. E’ per questa ragione che vi presento volentieri Un’isola in levante. Saggi sul Giappone in onore di Adriana Boscaro, a cura di Luisa Bienati e Matilde Mastrangelo (ed. Scriptaweb, pp. 488; cliccando qui si può acquistare il volume in brossura e consultarne una copia online per 18 mesi, per il costo totale di 58 €).
Questo il ricchissimo sommario di un’opera certamente molto interessante:

Il Giappone antico
– Maria Teresa Orsi, Il Genji monogatari letto da lontano
– Sagiyama Ikuko, Hajitomi: la dama Yūgao nel teatro nō
– Carolina Negri, Donne che soffrono per le incertezze dell’amore e del matrimonio. Il destino di Murasaki no ue
-Appunti sull’imitazione di Ono no Komachi nel Gosenshū eoltre
– Poesia e poeti nei drammi storici di Chikamatsu Monzaemon
– Un rebus di sapienti bugie: Ono no Bakamura uso ji zukushi e la “parodia globale” nellaletteratura di periodo Edo
– Annotazioni per la morfologia di una Gozan bunka
– Composizione poetica e relazioni internazionali nel Giappone del periodo Nara
– Un caso di mistificazione storiografica: Kōken-Shōtoku tennō
– Cavalli e cavalieri nell’immagine artistica giapponese
– Gli studi tassonomici sulla lingua giapponese classica e l’origine del termine wakan konkōbun
– Il Rāmāyaṇa in Giappone. Considerazioni preliminari
dall’India al Giappone
– Note sulle pene in epoca Tokugawa
– Il Giappone e i gesuiti al loro primo incontro
– Il gesuita Camillo Costanzo e la controversia sulla terminologia cinese
– La lingua giapponese vista dagli europei nei secoli XVI e XVII

Il Giappone moderno
– Instants volés. Il Giappone di Nicolas Bouvier
– Spazio del romanzo e spazio urbano: Chijin no ai di Tanizaki Jun’ichirō
– Kyōko no ie di Mishima Yukio: la casa come struttura narrativa
– Tanin no kao: storia di un connubio sperimentale tra cinema, musica e letteratura
– Straniera, dappertutto: la ri-scoperta dell’immaginario culturale giapponese in Inu muko iri di Tawada Yōko
– Comunicare senza parole di Ozaki Kōyō
– Nella porta di pietra. Interpretazione di un’opera di pittura e di poesia di Natsume Sōseki
– Lo scrittore abita qui. Shiba Ryōtarō, i libri e l’architetto
– L’estetica del mostruoso nel cinema di Miyazaki Hayao
– Umorismo e cinema: la commedia ‘irriverente’ in Giappone
– Perché un nuovo dizionario Giapponese-Italiano
– Casi, ruoli semantici e schemi grafici nell’insegnamento dei verbi giapponesi
– Introduzione a La filosofia della storia
– La reinvenzione della memoria nel discorso religioso del Giappone contemporaneo
– Depoliticizzazione e destoricizzazione di un ‘paradiso tropicale’: la rappresentazione di Okinawa nei media e nella cultura popolare del Giappone
– Economisti pentiti: la “conversione” (tenkō) di Nakatani Iwao

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Talvolta, mi capita di prendere un libro in mano soltanto per il titolo; in particolare, ho un debole per tutti quelli che contengono la parola <<estate>>. Il volume di oggi, dunque, non poteva non attrarre la mia attenzione: si chiama infatti Una promessa d’estate (Einaudi, pp. 98, € 9,50), ed è frutto della penna dello scrittore transessuale Fujino Chiya. Ecco la presentazione dell’opera, vincitrice del premio Akutagawa:

Una coppia di omosessuali che non nascondono la loro relazione, una transessuale e il suo piccolo cane, una varietà di personaggi posti ai margini di una società tradizionale e maschilista come quella giapponese: il romanzo di Fujino Chiya dà forma e consistenza a un mondo che fa della diversità uno stile di vita, oltre ogni conformismo e pregiudizio. Il tutto con una scrittura semplice e lieve, per nulla naïf, che ha fatto salutare questo romanzo breve come una delle prove più riuscite della nuova letteratura giapponese.
Matsui Maruo, impiegato in una ditta, e Hikaru, redattore freelance, sono due giovani vicini alla trentina, legati da una salda relazione e intenzionati ad andare a vivere insieme. Intorno a loro si muove una serie di personaggi – un’estetista transessuale, alcune donne rigorosamente single – accomunati da una diversità che nel Giappone contemporaneo non li esclude più dalla società come un tempo, ma che tuttavia ancora oggi li confina ai margini, in una sorta di limbo che Fujino Chiya descrive con profonda sensibilità e assoluta mancanza di enfasi. La naturalezza con cui i due protagonisti vivono il loro amore non produce scontri violenti, ma la loro quotidianità è punteggiata da tanti piccoli episodi di intolleranza che li portano a misurarsi con se stessi e con gli altri. Insulti ricevuti da ragazzini, scritte derisorie nei bagni della ditta, racconti di ferite d’infanzia segnano così la loro esperienza, dove anche il semplice fatto di camminare per strada tenendosi per mano diventa una conquista. E sullo sfondo, a unire tutti quanti, c’è la promessa di andare insieme in campeggio, d’estate: un appuntamento più volte rinviato e che rimane sospeso come la speranza di una nuova vita.

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