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Per gli amanti dell’arte e dell’eros giapponese, segnalo la recente pubblicazione del volume Shunga. Arte ed eros nel Giappone dei Tokugawa, ispirato all’omonima mostra tenutasi a Milano, e curato da Gunther Giovannoni e Marco Fagioli (ed. Mazzotta, pp. 320, 30 €).
Le shunga («immagini della primavera»)  sono delle stampe di carattere sensuale, particolarmente apprezzate nell’epoca Tokugawa (1603-1867).
In quel periodo, mentre il governo tentò di imporre i valori della rigida morale neoconfuciana, i borghesi si dedicarono ad un’arte edonistica che rifletteva la loro concezione dell’esistenza; tra le opere improntate ad essa, si collocano appunto le shunga, che celebrano i piaceri della carne.

Haiku da Genova

E’ con piacere che pubblico gli haiku prodotti durante un  seminario svoltosi a Genova il 15 gennaio scorso, organizzato dalla Mezzaluna Yoga. Buona lettura.

troppo lontana
dalla gerbera rosa
quella farfalla

il primo gelo
una tazza di the
musica indiana

alle pareti
il mare di Hokusai
- una gerbera

tra amici al caldo
scrivendo insieme haiku
- la penna scricchiola

Tanti amici
una stanza colorata
nessuna voce

Bianca la valle
nella luce del bosco
un breve volo

Una farfalla
rapido fruscio d’ali
poi silenzio

Il silenzio:
scandito dalla dolcezza
dell’acqua che gocciola

Passi nel bosco
candele ghiacciate
luce negli occhi

Sera fredda
memoria sensoriale
mura domestiche

Scivola muta
la nave dentro il porto,
cade la neve

Gelido vento
suono di un flauto
danza nel tempo

Fredda notte d’inverno
stelle cadono dal cielo
scintilla chiara la neve

Cuscini tesi
aspettano immobili
corpi vestiti

Soffio di vento
nel gelido inverno
cerco sorrisi

Caldo di casa
buio della notte
siamo vicini

Dopo il post dedicato a come imparare il giapponese grazie alla Nintendo DS, oggi è il turno delle applicazioni utili e gratuite per far altrettanto sull’Ipod Touch e l’IPhone.
Innanzitutto, se non l’avete fatto, impostate tra le vostre tastiere in uso anche quella giapponese:
Andate su Impostazioni -> Generali -> Tastiera -> Tastiere internazionali -> e cercare Giapponese.

Per passare da una tastiera all’altra, mentre state scrivendo, basta premere il tasto col globo in basso a sinistra
Per imparare o ripassare i kana vi consiglio Kana Lite, con cui potrete anche esercitarvi, mescolando hiragana, katakana e romaji.
Per chi vuol sostenere il 4 livello del Japanese Language Proficency Test (ossia l’esame ufficiale di giapponese), consiglio Jlpt Study, che prevede un vocabolario di duecento parole e un repertorio di centotré kanji.
La vostra conoscenza della lingua è più avanzata? Allora ricorrete pure ai dizionari  Kotoba!, Shinkanji e Wwwjdic.
E se dopo tutto questo studio vi è venuta fame, basta utilizzare iSushi per scovare i ristoranti nipponici della zona; infine, una volta giunti a destinazione, affidatevi a Sushipedia e Sushiguru per scoprire tutto  sul più celebre piatto del Sol Levante e sulle sue innumerevoli varianti.

Sono lieta di segnalarvi un evento riguardante i miei amati haiku, che si svolgerà presso Genova. Questo il comunicato ufficiale:

Il nuovo anno comincia con un’interessante iniziativa, promossa dall’associazione culturale LA MEZZALUNA, di ispirazione giapponese: “Haiku, la poesia zen come strumento di meditazione”.
L’incontro si svolgerà venerdì 15 gennaio 2010 dalle ore 20:45 alle 22:45.
Si tratta di un’occasione per accostarsi all’estetica degli haiku e per utilizzarli come strumenti durante la pratica meditativa.

Lo stage sarà articolato in una parte teorica, con la conferenza introduttiva della prof. Fabia Binci, seguita da un approfondimento sul significato filosofico-estetico della poesia zen. Si chiuderà con un laboratorio di scrittura creativa in cui ciascun partecipante comporrà il proprio haiku per una breve sessione di meditazione finale. Tra una sezione e l’altra dello stage verrà offerto ai partecipanti un tè e un piccolo rinfresco, accompagnato da musica in tema con la serata.
L’incontro avrà una durata complessiva di circa 2 ore.
La quota di partecipazione richiesta per la serata è di 12 euro. La serata si svolgerà nei locali dell’associazione Yoga e Thè in via Barrili 44 r a Genova S. Fruttuoso.

Per informazioni: 345/6973959 (SILVIA) e 348/0864600 (SIMONA)
oppure via mai: lamezzalunayoga@libero.it / yogaethe@libero.it
www.lamezzalunayoga.org

http://yogaethe.blogspot.com/

Per evitare brutti scherzi della memoria e, soprattutto, tenere sott’occhio libri che m’interessano, ho preparato questo memorandum delle uscite e delle ristampe 2009 relative alla saggistica dedicata al Sol Levante. Di certo, avrò dimenticati parecchi titoli: quindi, chi volesse darmi una mano a rimpolpare la lista, è il benvenuto. :) Nei prossimi giorni, pubblicherò anche le liste relative ad altri ambiti (narrativa, poesia, etc.).

*Saggistica*
- Enciclopedia dei mostri giapponesi di Shigeru Mizuki (Kappa Edizioni, pp. 512, € 24)
- L’anima nascosta del Giappone di Marcella Croce (Marietti, pp. 120, € 30)
- Il crisantemo e la spada-Modelli di cultura giapponese di Ruth Benedict (Laterza, pp. 366, € 20)

*Saggistica d’arte*
- Utamaro e il quartiere del paese di Gian Carlo Calza (Mondadori illustrati-Electa, pp. 80, € 19)
- Design giapponese di Paola Antonelli e Sparke Penny (5 continents, pp. 160, € 29)
- Lo zen e il manga-Arte contemporanea giapponese di Fabriano Fabbri (Mondadori, pp. 352, € 38)

*Saggistica storica*
- L’esercito dell’Imperatore-Storia dei crimini di guerra giapponesi 1937-1945 di Jean-Louis Margolin (Lindau, pp. 655, € 32)
- La vera storia dei kamikaze giapponesi-La militarizzazione dell’estetica nell’Impero del Sol Levante di Emiko Ohnuki-Tierney (Mondadori, pp. 400, € 12)

*Zen*
- Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura (SE, pp. 112, € 13)
- Lo zen e l’arte di disporre i fiori di Gusty Herrigel  (SE, pp. 112, € 13)
- Antologia del buddhismo giapponese (Einaudi, pp. 360, € 26)

*Curiosità*
- Un geek in Giappone di Hector Garcìa (Panini comics, pp. 168, € 15)

Dopo gli ultimi due post, della serie “il Sol Levante visto dall’occidente”, proseguiamo con Un geek in Giappone (ed. Panini comics, pp. 152, 15 €),
divertente volume uscito di recente, opera di uno dei più conosciuti blogger spagnoli, Héctor Garcìa, per sua definizione “geek che vive in Giappone”. L’autore, un giovane informatico (il geek, appunto, ama la tecnologia), si è trasferito in Giappone per ragioni lavorative e ne ha approfittato per dar vita a un blog, http://www.kirainet.com, ormai seguitissimo e pluripremiato, in cui dispensa nozioni utili per conoscere meglio il paese e per organizzare il proprio viaggio in questa terra. Gli argomenti affrontati dal libro sono davvero tanti: si parte, naturalmente, dalla tecnologia per arrivare sino allo zen, passando per il cosplay, il cibo e molto altro ancora.

La foto del giorno che qui presento è tratta dalla gallery fotografica del blog di Hector. ;)

Rieccomi qui dopo la lunga assenza natalizia. Prima di tutto, auguri (anche se un po’ in ritardo) per anno felice e ricco di piacevoli letture. :)
E ora, passiamo alla recensione del giorno. Per oggi, ho scelto un libriccino che mi è stato donato da un’amica proprio in occasione delle feste; e il volume in questione è Il lottatore di sumo che non diventava grosso di Eric-Emmanuel Schmitt (edizioni E/O, pp. 114). Com’è facile intuire, l’autore non è giapponese, ma ha ambientato la vicenda nella terra del Sol Levante.
La storia è piuttosto semplice, ma simpatica: Jun, quindicenne in guerra col mondo, vive di espedienti per le strade di Tokyo, intento a estirpare da sé ogni barlume di calore umano. Ferito e amareggiato dalla sua pur breve vita, vaga senza uno scopo, né una meta; di tanto in tanto, una lettera della madre lo riscalda prima di ripiombare nuovamente nella disperazione e nel nichilismo. Un giorno, però, al solito angolo della strada dove commercia materiale indecente, qualcuno sembra accorgersi di lui: un maestro di sumo, difatti, rivela a Jun di vedere in lui “un grosso”, malgrado la sua pelle attaccata alle osse e del suo fisico provato. Sarà vera la profezia? Oppure nasconde dietro di sé qualcos’altro? A voi la scoperta.

Qualche tempo fa, me ne stavo bel bella alla Feltrinelli d’una ridente città pugliese, quando, per caso, grazie al mio occhio ormai allenato a scovare tutto ciò che abbia un’aria nipponica, ho notato Il respiro di Tokyo di Matteo Maria Schönauer (Palomar edizioni, 14 €, 250 pp. ), pubblicato di recente. Ammetto che non è il mio genere di libro (non amo le avventure e i thriller), ma probabilmente piacerà a qualche lettore tra voi. Qui la trama:

La vita di Mathias Pintchè cambia radicalmente con il suo trasferimento in Giappone. A Tokyo, si sente attratto da due donne, una giovane dottoressa e una musicista. I protagonisti nascondono lati oscuri che li condizionano inevitabilmente. Con un torbido passato nel Servizio Segreto Europeo, Pintchè cambia più volte il suo mestiere.
Ma i cattivi ricordi del SSE e la guerra in Kosovo, che ha vissuto come medico, ritornano come una serie di flash back, mischiandosi ad un presente reso tragico dalla violenta irruzione del terremoto Big One.
Nel panico generale che domina la scena, il protagonista pone in discussione per la prima volta nella sua vita tutte le sue certezze. Chi è veramente Mathias Pintchè?

E qui trovate un articolo di Manlio Triggiani dedicato al libro e all’autore:

Tokio e il suo respiro, Tokio è un’esperienza che doveva essere professionale e si trasforma ben presto in un vissuto umano.
Matteo Maria Schönauer, 33 anni, è un ginecologo barese che ha girato un bel po’ il mondo, nonostante la giovane età, per amore dei viaggi e per esperienze professionali maturate in Austria, Slovenia, Germania.
Per la professione, è andato a fare esperienza per alcuni mesi in Giappone, a Tokio. Ma lì ha vissuto eventi non solo di lavoro ma anche umani. E ha scoperto, come sottolinea nella prefazione del suo primo libro, un Paese che stimola la sua ricerca di spiritualità ma anche il suo amore per la scrittura, che lo spinge a guardarsi dentro e che da anni coltiva, come testimoniano vari racconti inediti. Il primo romanzo lo ha scritto nello spazio di pochi mesi: Il respiro di Tokio (Palomar editore, Bari, pagg. 208; euro 14) è un percorso, una ricerca interiore che si innesta con alcuni aspetti della vita del giovane professionista.
Il protagonista è Mathias Pintchè, medico che si trasferisce a Tokio per lavoro e conosce una giovane collega e una musicista. Due incontri che sconvolgono la sua vita che è tormentata, a intermittenza, da acidi flash back, dai ricordi della tragica guerra del Kosovo che si sommano alla paura del tragico terremoto, il Big One, che ha devastato il Giappone. Il rapporto con Mahoko e con Ritsuko, la storia d’amore che Mathias vive, è contrappuntata dall’amore per un Paese, per la sua spiritualità.
Schönauer lo ammette: nel personaggio principale traspone se stesso, le sue esperienze, talvolta alterate da innesti di fantasia, da esperienze dirette e indirette e, soprattutto, «il libro nasce da anni e anni di analisi intima».
Non si tratta di una trama scritta a tavolino, messa in ordine sviluppando capitolo dopo capitolo, ma di un magma di sensazioni, grumi di ricordi, segni, momenti vissuti e trasfigurati.
Schönauer ha scritto un libro non sempre facile, che alterna più piani di percezione e di racconto: quello che il giovane ginecologo vive, quello che cerca, quello che ha vissuto, in un alternarsi interessante di emozioni e situazioni.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un proliferare di cure, più o meno credibili e costose, per risolvere ogni sorta di problema. Tra queste ve n’è una che approvo in linea di principio, ma che nella pratica mi lascia dubbiosa: la biblioterapia (ossia: leggi che ti passa). La creatrice, Stéphanie Janicot, ha anche scritto un libro a riguardo, uscito da poco in Italia: 100 romanzi di primo soccorso per curare (quasi) tutto (Corbaccio, pp. 208, 15,60 €).
Tra i volumi consigliati per recuperare il benessere perduto, figura anche Musica di Mishima Yukio, che racconta la storia di una ragazza alle prese con la sua incapacità di percepire le melodie. Scavando a fondo, grazie anche all’aiuto di uno psicanalista, si scoprirà che la musica è metafora dell’orgasmo e che Reiko, la protagonista, è infatti frigida. La sua esperienza, secondo Mme Janicot, può aiutare molte donne a superare lo stesso problema attraverso la lettura del libro. Ma sarà vero?

 

Con questo articolo, il blog festeggia il suo primo anno di vita.
Ho deciso di ringraziare voi lettori di Bibliotecagiapponese a modo mio, segnalando ebook e link utili per saziare la vostra fame di letture:

- Yukichi Fukuzawa and the making of the modern world di Alan Macfarlane
- Manga a volontà (ma non in italiano)
- Hana di Akutagawa Ryūnosuke (in giapponese, con audio):
- Poesia Kokeshi Dolls di Banana Yoshimoto
- Lineamenti di storia della lingua giapponese di Aldo Tollini

Post scriptum: mi scuso con tutte le persone che hanno lasciato un commento e alle quali non ho ancora risposto. Vi prego di pazientare ancora un po’.

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